• info@mignoloverde.it

Expo Milano 2015

Martina EXPO

“La natura non è un posto da visitare. È casa nostra.” (Gary Snyder)

Semi padiglione zeroInizio questo articolo parlandovi del primo padiglione che ho visitato: Padiglione zero. All’interno una stanza è dedicata ai semi maggiormente utilizzati nella coltivazione di tutto il mondo. I semi sono posizionati sui muri in contenitori in plexiglass retroilluminati. Al centro della sala ci sono delle proiezioni dove scorrono i numerosi prodotti della terra che ricaviamo da quei semi. I semi hanno un valore inestimabile per l’uomo, infatti vicino a Longyearbyen, isola norvegese di Spitdbergen nell’arcipelago artico delle isole Svalbard, dove la natura è ancora incontaminata e meravigliosa (un viaggio che ricorderò per tutta la vita), si trova la Svalbard Global Seed Vault cioè il deposito globale di sementi delle Svalbard dove sono conservati i semi di tutto il mondo. Questo deposito è stato costruito in caso di perdita botanica accidentale del patrimonio genetico tradizionale delle sementi. E’ stato il governo norvegese a finanziare totalmente l’opera mentre il “Fondo mondiale per le diversità delle colture” a pianificato il deposito e si occupa delle spedizioni di campioni di sementi.

Alla fine del percorso si entra in una sala dove uno schermo a 360 gradi mostra la bellezza della nostra Terra: panorami mozzafiato con i vigneti spagnoli coperti dalla pietra lavica, le nocciole delle Langhe, i campi di grano. Ci sono alcuni video che fanno vedere il lavoro delle piccole comunità rurali della Mongolia, della Tanzania, del Guatemala, che sono riusciti negli ultimi decenni, a far ripartire la loro economia. Tutto questo per far capire che fare commercio in modo sano può essere una soluzione valida per rendere il pianeta vivo e sostenibile.Papaya
Un altro padiglione che mi ha particolmente colpito è stato quello del Bahrain. Non c’erano, a differenza di molti altri padiglioni, tablet, video o effetti speciali ma natura e cultura.
Il Bahrain ha una storia agraria ricca e unica. Questo patrimonio è favorito dalle abbondanti sorgenti di acqua dolce che scorrono in questa terra, altrimenti arida. In questo padiglione sono presentati anche dei manufatti storici risalenti a migliaia di anni fa, ognuno dei quali legato alle tradizioni agrarie e alle leggende che circondano il Bahrain. All’interno del padiglione c’erano molte piante/alberi; palme, fichi, limoni, aranci, papaye, giuggioli di varie specie.
C’era per esempio l’albero di Papaya che produce frutti giganti ma anche quello che produce frutti nani. I frutti di Papaya che giungono in Europa sono di una varietà più piccola di quelle che comunemente crescono nelle aree tropicali. In italia si possono coltivare all’aperto solo nel sud Italia in particolare in Sicilia in quanto non gradiscono temperature inferiori a 15°C e la temperatura ottimale è intorno ai 25°C.

L’albero di Giuggiolo (amo le giuggiole) con i suoi frutti che se colti ancora acerbi (colore vedrastro) hanno il sapore simile a quello della mela, quando maturano diventano marroncini e raggrinziscano tanto da assomigliare visivamente ai datteri. La pianta arriva a sopportare anche basse temperature.

Giardino VerticaleFuori dai padiglioni sono collocati degli orti che danno importanza all’agricoltura biologica. Per poter parlare di futuro del pianeta abbiamo bisogno di sviluppo sostenibile, significa salvaguardare il metodo agricolo biologico. Credo sia  importante avvicinare i bambini il più possibile alla natura e mostrargli quanto sia importante anche un semplicissimo seme, perchè è vita.
Al padiglione Israele ho dedicato molta attenzione al giardino verticale, un sistema innovativo per l’agricoltura, irrigazione a goccia e lotta allo spreco dell’acqua.

Il padiglione della Germania  incoraggia molto ad avere attenzione Orto in balconeverso la natura. Ci sono diversi progetti che riguardano le città, come per esempio il “Giardino delle idee”, tante idee per coltivare sul balcone abitando anche in città.

L’ultimo padiglione di cui vi parlo è quello della Colombia. Mi ha affascinato moltissimo perchè a differenza della maggior parte dei Paesi, non è soggetta al mutare delle stagioni data la sua vicinanza geografica all’equatore. I cambiamenti di clima hanno come unica variabile l’altitudine cioè si può passare da 0 a oltre 5000 metri sul livello del mare e attraversare tutti i cinque “piani termici” esistenti al mondo. In sostanza la Colombia riassume tutti i climi del mondo e in ognuno dei piani termici si possono trovare specie animali e vegetali differenti. Per questo motivo nel Paese esistono coltivazioni di ogni tipo che crescono per tutto l’anno infatti è fra i paesi che esporta il maggior numero di fiori.

Albero della Vita

Clicca sull’immagine per andare al video

Infine voglio esprimere un pensiero sull’Albero della vita che fa parte del padiglione Italia.

Prima di vederlo pensavo che mi avrebbe trasmesso poco, che fosse solo una struttura messa lì, invece mi ha trasmesso tutt’altre emozioni; la natura da cui tutto ha avuto inizio, sguardo al futuro, innovazione tecnologica positiva, un mondo più sostenibile.

Speriamo che tutti i buoni propositi che hanno mostrato si possano compiere.

-Martina Mignolo Verde-