

01
L’orto della nonna
Ho scoperto il giardinaggio a 14 anni, d’estate, nell’orto di nonna Nina. Lei mi ha insegnato a seminare i pomodori a luna calante, a fare le talee di geranio e a non buttare mai un vaso rotto. A 16 anni avevo già un quaderno pieno di appunti, schizzi di aiuole e semi attaccati con lo scotch. Ce l’ho ancora.
02
La pausa
Poi è arrivata la vita: il lavoro in ufficio, mio marito e tre figlie in dieci anni. Il giardino è diventato il posto dove stendere i panni e parcheggiare le biciclette. La passione non era sparita: era solo in attesa.


03
Il ritorno
Un pomeriggio una delle mie bimbe ha trovato in soffitta il quaderno della nonna: «Mamma, ma questi fiori li sapevi fare tu?». Da lì sono ripartita: tre vasi di aromatiche sul balcone, poi l’orto, poi il giardino, un pezzo alla volta, con mattoni di recupero, assi vecchie e talee regalate dalle vicine.
Perché lo racconto
Ho iniziato a filmarmi per tenere un diario dei progressi. Poi ho scoperto che tante donne come me vogliono un angolo verde ma pensano di non avere tempo, soldi o talento. Il mio messaggio è semplice: si può iniziare anche con dieci minuti al giorno.
Fare con quello che c’è
Barattoli, assi vecchie, talee regalate: prima di comprare, recupero.
Rispettare le stagioni
Seguo il calendario vero della Toscana, non quello delle pubblicità.
Raccontare anche i fallimenti
Le piante che non ce l’hanno fatta hanno una rubrica tutta loro.

Le mie aiutanti
Le mie tre bimbe sono parte di tutto questo, ma restano dietro le quinte: nei video che creo con la AI vedete le loro mani e gli stivaletti, sentite le risate. Ognuna ha il suo vasetto da curare.
Una cosa da sapere
Martina esiste davvero, e questi sono i suoi consigli. Nei video e nelle foto però la vedete come un avatar creato con l’intelligenza artificiale a partire da lei. I consigli restano veri e verificati, perché li metterete in pratica davvero.
